22. C. Friedrich 'Il naufragio della speranza'

E il comandante?

17 gennaio 2012

«E quindi?».
«E quindi sembrava tutto tranquillo: il mare era buono, la navigazione senza problemi».
«Ma c’era buio da tempo, e l’orizzonte non era visibile».
«Beh sì, buio. Ma era previsto. E l’orizzonte non si vede mai bene, col buio. Per questo esistono gli strumenti di bordo, e la carte, e gli ufficiali che controllano la rotta e i marinai. Infatti tutti erano abbastanza tranquilli».
«Tutti?».
«Certo. Tutti quelli che affollavano i ristoranti, e poi tantissimi che erano lì solo per lavorare, soprattutto extracomunitari. Nemmeno parlavano italiano».
«E poi… ».
«E poi… Gli scogli, le insidie, il buio, chi lo sa».
«Beh, le insidie… sono sempre errori umani, no? Non possiamo prendercela ogni volta con le circostanze avverse. È un preciso errore umano, o una somma di errori umani. Ma è possibile che nessuno avesse previsto, nessuno si fosse accorto…?».
«Mah. Pensi sempre che quelli che comandano ne sanno di più. Dovrebbero essere, come si dice oggi, “tecnici” ».
«Sì, figurati. Oggi sembra quasi un insulto, “tecnici”. E invece».
«Comunque la cosa è accaduta all’improvviso, e sulle prime nessuno ci capiva nulla, nessuno sapeva dare indicazioni, anzi nemmeno chiarire cosa stava succedendo».
«È scoppiato l’inferno…».
«Tutti a cercare salvagenti, che nemmeno bastavano. E scialuppe, che poi non c’era chi le calasse e le comandasse fino a riva. Il panico. E le vittime».
«E il comandante?».
«Ah, quello poi. Ha sbagliato clamorosamente la rotta, quando il disastro è accaduto se ne stava a cena, non ha saputo dirigere l’emergenza e poi è pure scappato, e ora nega tutto».
«Accidenti. E adesso cosa gli succederà?».
«Oh niente: finirà la legislatura, continuando a dire che è stato il migliore degli ultimi 150 anni, e magari dopo lo rieleggono pure».

   
 
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